3 febbraio - 3 marzo 2013: Prigionieri per la Libertà PDF Stampa E-mail

Un impegno nuovo quello di partecipare all'organizzazione della mostra “Prigionieri per la libertà”, che si è aperta domenica 3 febbraio al palazzo Assessorile di Cles. Propone le fotografie realizzate dal tenente Vittorio Vialli durante il suo internamento nei campi di prigionia durante la seconda guerra mondiale. Protagonista quindi un clesiano noto, ma non a tutti. Nato a Cles nel 1914, fu richiamato nel 1941 sul fronte greco-albanese con il grado di tenente. L’8 settembre 1943 era in Grecia come geologo della Marina Militare Italiana. Arrestato dalle forze del III Reich e trasferito prima in Germania e poi in Polonia, non aderì alla Repubblica sociale italiana, scegliendo la prigionia piuttosto che l’adesione allo schieramento di chi intendeva proseguire la guerra. Appassionato fotografo, non si liberò della Zeiss che gli era stata prestata dal suo amico tenente Vittorio Paccassoni. Protesse invece la macchina e i rullini da tutte le perquisizioni a cui erano sottoposti gli internati, per continuare a documentare tutto quanto accadeva. Le 400 immagini che Vialli è riuscito a riportare dalla prigionia rappresentano una serie completa di documenti pressoché unica, dalla cattura alla liberazione. Sono immagini preziose perché rappresentano la vita dei prigionieri, la dimensione sociale del quotidiano degli internati. Una forma di denuncia delle violenze a cui erano sottoposti i militari italiani e una testimonianza della loro volontà di vivere e del loro desiderio di normalità, ricercata nelle partite di calcio e o nella messa da campo. Le sue fotografie sono un documento che parla non soltanto di campi di internamento ma anche della forza vitale e della cultura di un giovane e colto tenente che avrà un futuro come professore universitario.

In sede di inaugurazione importante è stato l’intervento del dott. Quinto Antonelli, ricercatore della Fondazione Museo Storico del Trentino, che ha presentato un inquadramento storico attento alla vicenda degli I.M.I., gli Internati Militari Italiani che preferirono la prigionia, trasformandola in una forma di libertà. Davanti a un pubblico davvero numeroso hanno parlato l’assessore alla cultura della provincia di Trento, Franco Panizza, il sindaco di Cles Maria Pia Flaim e l’assessore alla cultura del comune Roberto Luchini. Importante anche la presenza della nipote di Vittorio Vialli, l’avv. Giuliana Vialli e un radioamatore che si è occupato della vicenda della radio Caterina, costruita nel campo di Sandbostel. Il piccolo ricevitore a Onde Medie permise ai soldati di ricevere notizie dall’esterno e quindi di affrontare con speranza quei drammatici momenti.

Ultimo aggiornamento Domenica 10 Febbraio 2013 20:17
 
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